Dopo La Laurea: Francesco Porzio, classe del 2017

marzo 31, 2021
Student and President of the University shaking hands during the graduation ceremony. Both wearing blue caps and gowns

Francesco Porzio si è laureato alla John Cabot University nel 2017 in Scienze della comunicazione. Oggi vive e lavora in Germania, dove lavora come giornalista sportivo presso OneFootball. 

Francesco, come sei arrivato alla JCU?

Dopo aver fatto il quarto anno in America sono tornato in Italia e non ho trovato quello che avevo lasciato. O meglio, ero cambiato io. Non avevo più le certezze che mi avevano portato a scegliere un percorso molto preciso e delineato, quello di musicista. Così ho cercato un’università che potesse darmi la possibilità di trovare nuove motivazioni e un percorso differente. Volevo entrare nel mondo della comunicazione sportiva. Tramite un’amica di famiglia che aveva frequentato la John Cabot University anni prima, mi sono informato e ho trovato subito le risposte che cercavo. In più, mi sono subito innamorato della città di Roma al primo Open Day. Così ho lasciato Milano per andare a studiare a Roma, una cosa molto particolare visto che quasi tutti fanno il percorso inverso.

Descrivici una tua giornata tipo come giornalista sportivo alla One Football

Il bello del mio lavoro è che non esistono giornate tipo. Certo, ho degli orari da rispettare e delle scadenze come tutti. Ma siccome è anche la mia passione, oltre che un lavoro, è difficile definire una giornata tipo. Anche perché facendo dei turni di lavoro molto variegati per garantire una copertura per l’app, lavoro spesso la mattina presto oppure la sera fino a mezzanotte. E spesso anche il weekend. Insomma, c’è anche sacrificio perché sono stato costretto a rinunciare a tante cose della mia vita “precedente”. Il mio lavoro consiste nel controllare e scrivere tutto quello che passa nella parte italiana dell’app. Un lavoro particolare, perché diverso da quello classico di giornalista. Passo le giornate a cercare notizie e sui social media, in particolare su Twitter, fonte fondamentale per avere pieno controllo di tutto quello che accade e si dice nel mondo. I miei amici della JCU si ricordano che passavo spesso ore intere al telefono per essere sempre connesso con quello che accadeva nel mondo del calcio e non solo. Oggi questo è, anche, il mio lavoro. Inoltre ho da poco iniziato un mio podcast in inglese con Fabrizio Romano, dove settimanalmente commentiamo e aggiorniamo sulle notizie più importanti di calciomercato internazionale. 

Come ti ha aiutato la JCU a raggiungere i tuoi traguardi professionali?

Sicuramente per l’inglese. Parlare tutti i giorni la lingua con amici e professori ti porta a fare uno step successivo. L’inglese entra nella tua quotidianità e questo è alla base del mondo lavorativo di oggi, specialmente per chi vuole lavorare all’estero o per l’estero come nel mio caso. Inoltre il rapporto studenti-professori si avvicina molto a quello tra manager e dipendente, una cosa che ho notato soprattutto nel momento in cui mi sono affacciato nel mondo del lavoro. Infine, ma non per importanza, la JCU è un ambiente multiculturale che ti mette di fronte delle tematiche fondamentali al mondo d’oggi e ti “insegna” a come vivere in un contesto con persone che vengono da tutto il mondo. Altra cosa fondamentale al giorno d’oggi nel mondo del lavoro.

Un’esperienza o corso qui alla JCU che ti ha permesso di acquisire competenze chiave

Mi piace sempre ricordare uno dei primi corsi che ho fatto, quello di Public Speaking. Un corso che consiglio a chiunque, perché ti insegna a parlare in pubblico in maniera molto pratica e veritiera. Sono simulazioni di discorsi in pubblico, sia improvvisati che preparati. Io prima della JCU avevo una sorta di blocco a parlare davanti a tante persone e sotto pressione. Oggi invece fa parte del mio lavoro e sono convinto che una grossa fetta di questo miglioramento lo devo a questo corso e al professor Connelly nello specifico. 

Se potessi darti un consiglio tornando indietro al tuo Freshman Year, quale sarebbe? 

Caratterialmente non amo guardare indietro e pensare a cosa avrei potuto fare di diverso e quindi non ho nessun rimpianto. Allo stesso tempo probabilmente avrei voluto approfondire il lato marketing della comunicazione, visto che oggi fa parte del mio lavoro e ho dovuto imparare lavorando. La JCU resta il capitolo più bello della mia vita che mi porterò sempre dentro. Quando ho salutato i miei amici prima di andare via da Roma ho detto che “gli amici dell’università sono quelli che ti restano per sempre”. Quattro anni dopo non posso che confermarlo. E questo grazie alla John Cabot University. 

Francesco Porzio
BA in Scienze della comunicazione
Classe del 2017
Città: Milano

 

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